Ass. Culturale "IL GIOGO"
Premio di Teatro

Teatro & Vino

Compagnia di Teatro e Folk
Premio Letterario
Montagnano
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COMPAGNIA DI TEATRO POPOLARE

 IL GIOGO

Ancor prima della costituzione dell’Associazione IL GIOGO, esisteva nel paese un gruppo teatrale amatoriale che svolgeva la sua attività da circa dieci anni.

Vista l’esigenza di migliorare il proprio livello espressivo, nacque l’idea di affidarsi ad un regista di esperienza come Lucio Fanetti.

Sotto la sua guida è migliorata la recitazione e gli attori sono stati coinvolti anche nella stesura dei testi, che nella maggior parte dei casi erano rielaborazioni di lavori di autori classici riadattati al dialetto locale chianino.

Il gruppo, che in quel periodo è riuscito a farsi conoscere in un territorio più ampio, ha partecipato a varie rassegne e ottenuto un buon successo sia di critica che di pubblico.

Dopo la scomparsa dell’amico Fanetti, alla Regia del Gruppo è stato chiamato Giulio Vignoli.

Dall’anno l998 l’attività è continuata ed ha mantenuto nella scelta dei testi, la tradizione di rielaborazione ed adattamento di autori di periodi diversi.

La Compagnia ha partecipato ad importanti rassegne nazionali e internazionali: da Laives ( Bolzano), a Salerno, Portogallo Francia  Grecia e altre manifestazioni regionali.

 

Gruppo Teatrale il Giogo:

 "QUEL CH’E’ FATTO E’ RESO" anno 2016

 

Le rappresentazioni:

 

QUEL CH'E' FATTO E' RESO !!!

una commedia in vernacolo scritta e diretta da ROBERTA SODI

Personaggi e interpreti:

CESARE, un uomo stressato                         UGO ENRICHETTI

DORINA , sua moglie                                        LETIZIA BERNARDINI

EUFEMIA, la cognata impicciona                 MARIA CLARA DOMINI

MADDALENA,  vedova fatalona                      PATRIZIA ROGGIOLANI

PILADE, il vicino tradito                                    FEDERICO MONTINI

ERNESTO, il viaggiatore di commercio      ENRICO RONCUCCI

TERESA, la vicina curiosa                               LUIGINA CRESTI

AMEDEO, suo marito altrettanto curioso   PIERO NARDI

DIEGO, il bel dottorino                                     EDOARDO MANNESCHI

Tecnico suoni: Nardi Alvaro

Tecnico scene: Torresi Vladimiro                   

Un  incidente domestico stravolge la giornata di Cesare e di sua moglie Dorina, che raggiunta da una telefonata si precipita all’ospedale, dove è stata ricoverata la sorella Eufemia. Cesare pensa subito ad una giornata libera da dedicare all’amante Maddalena, ma le cose non vanno mai come si pensa…  perché lei, per fargli una sorpresa, si reca a casa sua, dove però torna all’improvviso anche la moglie. Panico, sudori freddi… poi l’intraprendente Ernesto, venditore di aspirapolveri, sembra  andare in soccorso del povero Cesare, che però non ha fatto i conti con Teresa e Amedeo, gli  zelanti vicini di casa, che tutto vedono e tutto sanno. Pilade, il vicino tradito e abbandonato dalla moglie, cerca di approfittare della situazione. Per il padrone di casa è una giornata da incubo, con continui colpi di scena, che lo vedono tutto  preso a destreggiarsi tra equivoci ed esilaranti imprevisti, fino all’arrivo di Diego, il Dottorino che (diciamo…) fa quadrare a modo suo la situazione.

 

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L A  M A N D R A G O L A

da la Mandragola di Niccolò Machiavelli 

REGIA:  GIULIO VIGNOLI 

SCENE  : TORRESI VLADIMIRO  BASAGNI VASCO

SUONI: NARDI ALVARO 

Edoardo Manneschi                Isaac

Enrico Roncucci                      Padron Faliero

Delvina Basagni                     Clorinda

Ugo Enrichetti                        Padron Leopoldo

Letizia Bernardini                  Violante

Loris Foianesi                        Fra Guglielmo

Luigina Cresti                         Una vedova

Patrizia Roggiolani                Lucrezia

Dopo aver portato “in quel di Montagnano” Aristofane Shakespeare, Goldoni e Pirandello, Ruzante e Edoardo, quest’anno per la 25° edizione del Festival IL GIOGO-noi del Teatro Popolare abbiamo il coraggio (o l’incredibile faccia tosta,fate voi) di spostare il capolavoro di Machiavelli dalla Firenze dei Medici al Borghetto, e dal ‘500 al 9 aprile 1945:ci sono ancora gli inglesi dalle nostre parti, e proprio quel giorno-dopo mesi della stasi invernale ,riprende l’offensiva contro i tedeschi asserragliati sulla Linea Gotica che porterà al 25 Aprile , alla Liberazione…

 

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Pasquale de la Fratticciola ovvero TARABAI

 di       P i e r o       G r e c i

REGIA: GIULIO VIGNOLI

SCENE  : TORRESI VLADIMIRO  BASAGNI VASCO

SUONI: NARDI ALVARO

LORIS  FOIANESI                                    Pasquale, contadino

DELVINA  BASAGNI                                Beppa, sua moglie

SAMANTA CAVIGLI                                 Enea, loro figlia

UGO  ENRICHETTI                                   Bista, cacciatore

SILVIO   MAFFEI                                     il Dottore

PIERO   NARDI                                        il Parroco

LUCIA   DILIBERTO                                Laudomia, sorella del Parroco

LUIGINA  CRESTI                                    Cesira,apprendista ricamatrice

ENRICO  RONCUCCI                                Nanni, merciaio/stregone

EDOARDO    MANNESCHI                       Azelio, suo figlio

Due parole, prima di tutto, circa lo strano titolo che Pierfrancesco Greci scelse per  l’esilarante commedia che  aveva   scritto  nel  1992   proprio   per   il  Gruppo   di Montagnano allora ancora in fasce.

TARABAI’ non è una parola magica di chissà quale misteriosa lingua  del Vicino o Lontano Oriente: è molto più semplicemente una   diagnosi   d’indigestione  in vernacolo del Valdarno Aretino che Nannaccio, lo stregone di Mezzavia, pronuncia nei confronti di Pasquale, il contadino protagonista, che  l’ha   interpellato  perché non soddisfatto dell’intervento del Sor Dottore.

 “T’ara’bai!! Tu avrai i bachi!!”, dice Nanni a Pasquale; e subito glieli toglie con una bella fumata di zolfo e d’incenso. In realtà, tutto   s’era    già    risolto    in precedenza con una potente, omerica     e s p l o s i o n e      i n       c o n c i m a i a  provocata  da un’ imprudente    assunzione   di un     bicchiere     d’olio   del   lume

a petrolio!  Ma  finiamola di rovinarvi lo spettacolo e..BUON  DIVERTIMENTO.

  

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I MATTI DA GELLO

REGIA:  GIULIO VIGNOLI 

AIUTO SCENOGRAFO: NARDI PIERO

SCENE  : TORRESI VLADIMIRO  BASAGNI VASCO

SUONI: NARDI ALVARO

matteonzio    contadino                        LORIS   FOIANESI

betta             moglie di matteonzio    LETIZIA   BERNARDINI

Catèra           popolana                         LUIGINA CRESTI

mercuzzio      merciaio                         ENRICO  RONCUCCI

Gemma            moglie di cecchino        DELVINA  BASAGNI

La badessa                                               PATRIZIA  ROGGIOLANI

Cecchino         contadino                       UGO  ENRICHETTI

Il ferraiolo                                              EDOARDO MANNESCHI

Le buffe storie dei cosiddetti ”m a t t i” di Gello che ancora si raccontano nelle campagne della Val di Chiana vengono da molto lontano; probabilmente dalle ‘Facezie’ di Poggio Bracciolini, raffinato umanista e cancelliere nella Firenze dei Medici tra la fine del ‘400 e la prima metà del ‘500.

I contadini di Gello , antico borgo che a noi piace ricollocare da qualche parte della nostra profonda Vai di Chiana ai tempo di ‘quando non c’erano le automobili’ — sono in realtà straordinariamente candidi e ignoranti, più che matti come vuole la tradizione. Ed è solo per questo che restano tragicomicamente coinvolti in esilaranti storie che raccontano di miracolosi aghi da seme, di ciliegie maggiaiole  raccolte ‘col gambo’, di fetide ‘pillole universali’ che curano tutti i mali vendute al mercato di S.Annibale e alla fine di una sanguinosa guerra ai maggiolini. . . Buon divertimento

 

 

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LE NOZZE DI FIGARO” 

Due atti di Roberto Arrigucci 

Regia: ROBERTO ARRIGUCCI 

Allestimento scenico: Vladimiro Torresi

Luci : Giuseppe Benci 

Suoni: Alvaro Nardi

Personaggi e interpeti:

FIGARO

ENRICO  RONCUCCI

SUSANNA           

LETIZIA   BERNARDINI

CONTE DI ALMAVIVA         

LORIS   FOIANESI

CONTESSA DI ALMAVIVA    

DELVINA  BASAGNI

CHERUBINO

UGO  ENRICHETTI

CURZIO

ALFREDO   TIEZZIP

BARTOLO

MASSIMO   BENCIVENGA

BARBARINA                      

PATRIZIA  ROGGIOLANI

DON BASILIO                 

PIERO   NARDI

MARCELLINA  

ROSI   FRANCIOLI

GALEAZZO  

EDOARDO MANNESCHI

 Una storia d'amore, nata come commedia, ma meglio conosciuta attraverso l'opera lirica, ci offre l'opportunità di esaltare l'intelligenza, la sensibilità e la furbizia femminile. La trasposizione in pieno consenso fascista, aggiunge del grottesco all'intreccio comico della vicenda.

  

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TUTTO GRATISSE” 

Due atti di Roberto Arrigucci 

Liberamente tratto da  “Aulularia” di Plauto e L’Avaro di Molier.

 Regia: ROBERTO ARRIGUCCI 

Allestimento scenico: Vladimiro Torresi

Luci e Suoni: Giuseppe Benci 

Personaggi e interpeti:

ARPAGONE - PADRONE DI CASA

LORIS   FOIANESI

ELISA  -  FIGLIA DI ARPAGONE            

LETIZIA   BERNARDINI

PRIMO  - FIGLIO DI ARPAGONE           

MASSIMO   BENCIVENGA

VALERIO  -  INNAMORATO DI ELISA              

ENRICO  RONCUCCI

CLAUDIA - SORELLA DI ARPAGONE

DELVINA  BASAGNI

FROSINA -  COMMERCIALISTA DI ARPAGONE

PATRIZIA  ROGGIOLANI

FRECCIA  - IL PANAIO

UGO  ENRICHETTI

GINA  -   CUOCA DI ARPAGONE                      

ROSI   FRANCIOLI

TROTTOLA  -  SERVO                 

PIERO   NARDI

RINGO -   METRONOTTE  DI  FRASSINETO  

ALFREDO   TIEZZI

 L’avarizia e’ uno dei sette vizi capitali , e sin dall’ antichita’ e’ stata bersaglio preferito  della satira.

Plauto, Moliere e Toto’ hanno adattato la figura del “taccagno” alle loro epoche.

Oggi ,arpagone, sinonimo dell’avarizia, e’ con  noi  in  Valdichiana e, per rispettare il lieto fine  della storia, dovra’ subire l’ennesima e giusta punizione.

  

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          GRUPPO FOLK "IL GIOGO"

Gruppo Folk "il Giogo"

Si estende al folk l'attività culturale del GIOGO.

Montagnano è un paese della Val di Chiana che conserva, accanto ad un vivacissimo dialetto, le tradizioni dei canti e dei balli nei quali si celebrano momenti di festa e di corteggiamento della donna, si cantano stornelli ricchi di sottintesi maliziosi e pungenti, si gioca con balli di gruppo pieni di grazia e di allegria contagiosa. E' il mondo dei contadini che torna a rivivere nei colori e nelle musiche, negli abiti tradizionali e nei gesti che, in passato, appartennero a uomini reali e che, oggi, sono folklore.

E' a Brignoles in Provenza che il gruppo ha avuto successo in questi n ultimi mesi. Si è esibito ricevendo applausi e simpatia,fino a coinvolgere l'intera platea in un canto finale mimato, dove le parole erano integrate dai gesti e dai movimenti. La vera universalità è  musica e danza,è gesto e significato, è comprensione che va oltre le lingue parlate.

A coloro che sostengono che la cultura è principalmente quella dei sapienti, risponde Montagnano con il suo gruppo di gente allegra e scanzonata, che canterà e danzerà le proprie origini e tradizioni. Per non dimenticare.

 

 

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