Ass. Culturale "IL GIOGO"
Premio di Teatro

Teatro & Vino

Compagnia di Teatro e Folk
Premio Letterario
Montagnano
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COMPAGNIA DI TEATRO POPOLARE

 IL GIOGO

Ancor prima della costituzione dell’Associazione IL GIOGO, esisteva nel paese un gruppo teatrale amatoriale che svolgeva la sua attività da circa dieci anni.

Vista l’esigenza di migliorare il proprio livello espressivo, nacque l’idea di affidarsi ad un regista di esperienza come Lucio Fanetti.

Sotto la sua guida è migliorata la recitazione e gli attori sono stati coinvolti anche nella stesura dei testi, che nella maggior parte dei casi erano rielaborazioni di lavori di autori classici riadattati al dialetto locale chianino.

Il gruppo, che in quel periodo è riuscito a farsi conoscere in un territorio più ampio, ha partecipato a varie rassegne e ottenuto un buon successo sia di critica che di pubblico.

Dopo la scomparsa dell’amico Fanetti, alla Regia del Gruppo è stato chiamato Giulio Vignoli.

Dall’anno l998 l’attività è continuata ed ha mantenuto nella scelta dei testi, la tradizione di rielaborazione ed adattamento di autori di periodi diversi.

La Compagnia ha partecipato ad importanti rassegne nazionali e internazionali: da Laives ( Bolzano), a Salerno, Portogallo Francia  Grecia e altre manifestazioni regionali.

Gruppo Teatrale il Giogo:

 "MA L'ANGIOLA CHI, LA MOGLIE DE COLTRONE?" anno 2007

 

 

 

Le rappresentazioni:

 

LA MAMMA DI ROSINA ERA GELOSA  BIM BUM BAM !

due tempi di Giulio Vignoli

 

Regia - Giulio Vignoli

Allestimento scenico: Daniele Livi e Vladimiro Torresi

Luci e Suoni: Giuseppe Benci 

Personaggi e interpreti:

la Rosina

Fiorella Casini

la Zilinda, vedova del poro Rocchettone

Delvina Basagni

Assuero mugnaio , detto Bindelo 

Enrico Roncucci

la zi’ Tilde, sorella di Elena

Letizia Bernardini

Le Donne di Ponte Alla Nave

Fiorella Casini

Ottorino

Loris Foianesi

la Rigina Elena, mamma di Rosina

Rosi Francioli

padron Giovanni Battista

Pietro Nardi

Vardo, detto ‘1 Manina

Ugo Enrichetti

 

Crezia, moglie del mugnaio

Patrizia Roggiolani

 I fatti della storia che stiamo per raccontarvi - fatti ridicoli e insieme serissimi come sempre, quando si recita noi del Teatro Popolare di Montagnano - accaddero tutti proprio uno dopo l’altro come li vedrete,sull’aia della misera casa di terra di Elena e Tilde, da qualche parte in Vai di Chiana nei pressi di Montagnano, il 29giugno 1917 Festa di San Pietro e Paolo, tra le sei del pomeriggio e le nove e mezzo di sera di quella caLdissima giornata d’estate.

Il Regno d’Italia era in guerra da poco più di due anni: gli uomini validi erano tutti ai fronte a difendere in armi o a conquistare la lontanissima Valle di un qualche fiume sconosciuto perché non ancora ‘caro alla Patria .Nei campi, a sudare come bestie e a rompersi la schiena per mietere, c’erano gli anziani, gli invalidi, e soprattutto le donne; il padrone e il mugnaio suo nipote non erano naturalmente né al fronte né nei campi: erano tutti e due in tutt’altra faccenda affaccendati.

Stiamo per raccontarvi, insomma, un altro capitolo di quella storia (quasi) infinita che dice  le opere e i giorni della gente ,che ebbe la ventura di vivere qui in Val di Chiana più o meno tra la fine dell’ ‘800 e la metà del ‘900.

Storia che da anni gli attori di Montagnano piace raccontare ridendo , soprattutto allo scopo di farvi sorridere con leggerezza di cose che oggi per fortuna non ci sono più….

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LA PALMIRA

da La Moscheta” di Ruzante

 

Regia - Giulio Vignoli

Allestimento scenico: Daniele Livi e Vladimiro Torresi

Luci e Suoni:Fabrizio Burani e Giuseppe Benci 

Personaggi e interpreti:

Le Donne di Ponte Alla Nave

Patrizia Roggiolani

Palmira

Delvina Basagni

Gerardo

Massimo Materazzi

Le Donne di Ponte Alla Nave

Letizia Bernardini

Le Donne di Ponte Alla Nave

Fiorella Casini

Ottorino

Loris Foianesi

Le Donne di Ponte Alla Nave

Rosi Francioli

Padron Alighiero

Pietro Nardi

Edo

Ugo Enrichetti

Trama:Torniamo quest’anno al grande teatro di Ruzzante e al dopoguerra di 500 anni fà, che fa da sfondo ai suoi capolavori per raccontarvi la storia di Palmira - una contadina appena inurbata e dei suoi  tre  uomini: il pellaio Edo, suo marito, il fattore Ottorino,suo amante da sempre. e il poliziotto siciliano Gerardo Argalia della Squadra politica della Questura di Arezzo,l’ultimo arrivato La storia forte e dura, buffa e crudele di una calda giornata del settembre 1949 di questa umanità che vive  alla Bagnaia. dove la città, Arezzo, è ormai finita e comincia dalle parti del Ponte alla Nave, più o meno la nostra solita eterna (immutabile?) VaI di Chiana.

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MA L'ANGIOLA CHI, LA MOGLIE DE COLTRONE?

di Capotondo di Silvestro Cartaio dei Rozzi

 

Regia Giulio Vignoli

Allestimento scenico: Vladimiro Torresi

Luci e Suoni:Giuseppe Benci

personaggi e interpeti:

Fosca,donna di servizio a Villa Ficai                                       Fiorella Casini
Mariano detto Coltrone,coltivatore diretto                         Piero Nardi
Consigli,mamma dell’Angiola                                                 Rosi Francioli
”amiche dell’Angiola e Iris” ,contadina                                 Letizia Bernardini
Il padroncino Duccio Ficai                                                      Enrico Roncucci
Corinto detto l’Avantipopolo  mezzadro                             Ugo Enrichetti Angiola,contadina                                                                Patrizia Roggiolani
Zaira,contadina                                                                   Delvina Basagni

 

Trama:Un rusticano, buffo ma per niente lieto "quadrilatero" d'amore - l'abbiamo rubata al "Capotondo" di Salvestro Cartaio dei Rozzi di Siena, che è una commedia del 1550. E poi, come è ormai nostra abitudine, Labbiamo spostata alla fine dell'estate del 1945 - subito dopo la fine della 2ª Guerra Mondiale - e, dalle campagne intorno a Siena, a qualche parte qui della Val di Chiana, (forse) proprio tra Montagnano e Pieve al Toppo.....                          

 

          GRUPPO FOLK "IL GIOGO"

Gruppo Folk "il Giogo"

Si estende al folk l'attività culturale del GIOGO.

Montagnano è un paese della Val di Chiana che conserva, accanto ad un vivacissimo dialetto, le tradizioni dei canti e dei balli nei quali si celebrano momenti di festa e di corteggiamento della donna, si cantano stornelli ricchi di sottintesi maliziosi e pungenti, si gioca con balli di gruppo pieni di grazia e di allegria contagiosa. E' il mondo dei contadini che torna a rivivere nei colori e nelle musiche, negli abiti tradizionali e nei gesti che, in passato, appartennero a uomini reali e che, oggi, sono folklore.

E' a Brignoles in Provenza che il gruppo ha avuto successo in questi n ultimi mesi. Si è esibito ricevendo applausi e simpatia,fino a coinvolgere l'intera platea in un canto finale mimato, dove le parole erano integrate dai gesti e dai movimenti. La vera universalità è  musica e danza,è gesto e significato, è comprensione che va oltre le lingue parlate.

A coloro che sostengono che la cultura è principalmente quella dei sapienti, risponde Montagnano con il suo gruppo di gente allegra e scanzonata, che canterà e danzerà le proprie origini e tradizioni. Per non dimenticare.

 

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